Statue antiche di Atena esposte nella Sala Macchine della Centrale Montemartini, con i motori sullo sfondo
Sala Macchine della Centrale Montemartini — foto: Briner2306 · CC BY-SA 4.0 · Wikimedia Commons

Ci sono musei che si visitano e musei che si ricordano. La Centrale Montemartini appartiene senza dubbio alla seconda categoria: dee, imperatori e atleti in marmo bianco allineati davanti a enormi motori diesel e caldaie in ferro, dentro quella che fu la prima centrale elettrica pubblica di Roma. Un accostamento nato quasi per caso e diventato uno dei luoghi più fotografati e amati da chi conosce bene la città. Si trova sulla via Ostiense, nel quartiere che ospita anche la Basilica di San Paolo, ed è perfetto per una mattinata o un pomeriggio lontano dalle grandi folle.

Da centrale elettrica a museo

La centrale termoelettrica intitolata a Giovanni Montemartini fu inaugurata all'inizio del Novecento per fornire energia alla città in piena espansione. Rimase in funzione per decenni, poi venne dismessa e lasciata in attesa di un nuovo destino. La svolta arrivò alla fine degli anni Novanta: durante i lavori di ristrutturazione dei Musei Capitolini, centinaia di sculture dovevano trovare una sistemazione provvisoria, e si scelse proprio questa sala macchine. La mostra si intitolava Le macchine e gli dei e riscosse un tale successo che l'allestimento, da temporaneo, divenne permanente.

Oggi la Centrale Montemartini fa parte del sistema dei Musei Capitolini ed è considerata uno degli esempi più riusciti di riconversione di un edificio industriale in spazio espositivo, non solo in Italia.

La Sala Colonne

Il percorso comincia al piano terra, nella Sala Colonne, dove sono esposti reperti provenienti soprattutto dalle aree archeologiche della Roma repubblicana: ritratti, corredi funerari, frammenti di decorazioni architettoniche. Qui si trova anche una curiosità che sorprende molti visitatori: le carrozze del treno di papa Pio IX, un convoglio ottocentesco riccamente decorato, testimonianza dei primi passi della ferrovia nello Stato Pontificio.

La Sala Macchine: il cuore del museo

Salendo al primo piano si entra nella sala più scenografica. Due giganteschi motori diesel e una turbina dominano lo spazio, con le loro superfici scure, le passerelle e le scalette di servizio. Davanti a loro, su basamenti semplici, si allineano le statue: divinità, muse, figure maschili e femminili che un tempo decoravano templi, ville e giardini dell'antica Roma.

Tra i pezzi da non perdere ci sono le sculture del frontone del tempio di Apollo Sosiano, con una scena di battaglia tra Greci e Amazzoni, e la figura della musa Polimnia, avvolta in un mantello scolpito con straordinaria delicatezza. Ma il vero spettacolo è l'insieme: il dialogo tra la luce sul marmo e il metallo delle macchine crea un'atmosfera che nessun museo tradizionale riesce a restituire.

La Sala Caldaie e i giardini degli antichi romani

L'ultima sala è dominata da un'enorme caldaia, alta quasi quanto l'intero ambiente. Qui sono raccolte opere provenienti dagli horti, le grandi residenze con giardino che le famiglie più ricche possedevano ai margini della città antica. Spicca a terra un grande mosaico con scene di caccia, mentre attorno si susseguono statue di divinità e ritratti che raccontano il gusto raffinato dell'aristocrazia romana.

Consiglio pratico: la Centrale Montemartini è raramente affollata, quindi è un'ottima scelta per i giorni di pioggia o per le ore più calde d'estate. Portate la macchina fotografica: il museo è uno dei più fotogenici di Roma. Per orari, biglietti ed eventuali mostre temporanee consultate il sito ufficiale dei Musei Capitolini.

Come arrivare e cosa abbinare

Il museo si raggiunge comodamente con la Metro B: la fermata più vicina è "Garbatella", da cui si arriva a piedi in pochi minuti scendendo verso la via Ostiense. Per chi soggiorna a La Casita è una visita quasi "sotto casa": dalla fermata "Basilica S. Paolo" basta una sola fermata di metropolitana, oppure, con una bella passeggiata, si può salire a piedi lungo la via Ostiense passando accanto al Gazometro.

La visita si abbina benissimo alla Basilica di San Paolo fuori le Mura, ai murales di Ostiense e alle stradine della vicina Garbatella, il quartiere giardino nato negli anni Venti. In alternativa, risalendo verso Piramide e il Circo Massimo, potete completare la giornata nel cuore della Roma antica, passando idealmente dalle statue esposte tra le macchine ai luoghi dove quelle stesse opere erano nate.

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